mercoledì 25 marzo 2015

Big Sam, this is the end?

E' ormai da almeno due anni, che arrivati a questo punto della stagione, iniziano i soliti rumors sulla permanenza o meno di Allardyce a Upton Park. Il manager, arrivato nell'estate del 2011, non è mai entrato a pieno nel cuore di buona parte della tifoseria. Un gioco a volte stucchevole, unito a prestazioni imbarazzanti in alcune competizioni, hanno messo molte volte a dura prova il rapporto tra Big Sam e i tifosi. E molte volte al manager di Dudley, non è nemmeno bastato vincere una finale a Wembley, di Championship certo, ma pur sempre di finale si tratta, non è bastato battere un Chelsea neo campione d'Europa al ritorno in Premier, dopo nove anni di digiuno contro i Blues per gli Hammers, non è bastato vincere due volte in un anno in casa dei rivali del Tottenham, dopo quindici anni che il West Ham non passava al Lane. Quest'anno, le cose sembravano andare per il verso giusto, il West Ham agguanta il terzo posto nella giornata prima di Natale. Batte in casa Man City e Liverpool, la squadra costruita, sembra poter dare grandi soddisfazioni. Invece nella seconda parte di stagione, un netto calo di rendimento di alcuni interpreti, unito a mancanze nel mercato di riparazione di gennaio, e qualche infortunio, han fatto si che tornassero pesanti le critiche su Allardyce. Il West Ham è tornato a giocare male, e solamente dopo un filotto di 9 partite senza vittorie, ha agguantato un 1-0 striminzito sabato scorso contro un Sunderland, che sta attraversando un momentaccio, e non naviga in acque tranquille in classifica.
I tifosi, ormai in maggioranza, chiedono la testa del manager. Vorrebbero vedere un West Ham più propositivo, che gioca a pallone, facendo divertire il pubblico. Non importa se poi si vince, o si perde. I tifosi vorrebbero rivedere quel modo di giocare a calcio che nell'East London viene chiamato 'The West Ham way'. E non importa contro chi puoi o non puoi vincere, o contro chi l'hai fatto o meno, se perdi questa filosofia, nell'East End hai vita breve, e di simpatie ne perdi molte. Altro capo d'imputazione al manager, sono alcuni acquisti fatti in questi anni: il caso più eclatante è quello di Andy Carroll, voluto fortemente da Big Sam che nell'estate del 2012, prima lo prende in prestito dal Liverpool, e l'estate dopo, lo riscatta per la cifra record di 17 milioni di pounds. Mai il club aveva speso una cifra simile per un giocatore. Andy Carroll, oltre ad essere l'acquisto più costoso della storia, diventa anche il giocatore più pagato dal West Ham, guadagnando esattamente 80,000 sterline a settimana. Mai nessuno ha guadagnato così tanto agli Hammers. E quindi cosa ti aspetti da un giocatore in cui riponi così tanta fiducia? Di certo non quello che è successo in questi anni. Un giocatore su cui Allardyce ha costruito intorno tutto il suo gioco, ma che per un infortunio o per l'altro, manca dai campi mesi e mesi ogni stagione. L'anno scorso stette fuori sei mesi, questa stagione tra i primi quattro del campionato, e questi ultimi quattro alla fine, saranno ben otto i mesi in cui Carroll mancherà dai campi di gioco.
Sam Allardyce, al West Ham dal 2011
Ma i tifosi non si lamentano solo di questo: ci sono molte critiche su come vengono affrontate le coppe, quelle coppe che da tanto mancano in bacheca, e che tutti i tifosi, vorrebbero vedere rialzare un giorno. Nella prima stagione di Big Sam, il West Ham viene eliminato clamorosamente in casa in coppa di Lega dall' Aldershot Town (League 2) perdendo 1-2. Quello stesso anno, non riesce ad andare oltre il terzo turno di FA Cup, perdendo in casa dello Sheffield Wednesday (League 1) per 1-0. L'anno successivo, in coppa di Lega perde al secondo turno in casa contro un Wigan non certo fenomenale, e in FA Cup, esce contro il Man Utd al replay,al terzo turno, dopo il 2-2 del Boleyn, perdendo per 1-0 all'Old Trafford, presentandosi con molti giovani, alcuni addirittura alla prima esperienza in prima squadra, affrontando i Red Devils con le riserve, lasciando alcuni titolari in tribuna. E questo fece imbestialire molti tifosi. L'anno scorso le coppe portano tempeste e sciagure. Al terzo turno di FA Cup il West Ham esce malamente contro il Nottingham Forest, squadra di Championship, perdendo per 5-0. E anche li, Big Sam schierò molti giovani in campo, facendo capire che di questa coppa, in quel momento, non gli importava così tanto. In coppa di Lega la squadra raggiunse la semifinale, dopo un quarto di finale quasi storico vinto 1-2 al White Hart Lane, ma dovette soccombere 6-0 all'andata e 0-3 al ritorno ai colpi fatali del Man City. E fu proprio nella semifinale di andata, persa con sei gol di scarto all'Ethiad Stadium, che i tifosi del West Ham tirarono fuori tutto l'orgoglio, e iniziarono a cantare per la prima volta contro il manager. Quest'anno sembrava poter andare meglio in FA Cup, dopo la clamorosa sconfitta in casa in coppa di Lega contro lo Sheffield Utd (League 1) ai rigori al primo turno, ma il boia di turno quest'anno porta il nome del WBA, che con ben 4 gol al sesto turno, fa affondare ancora una volta la barca.
Sono molti i nomi, che in questi mesi, sono stati fatti tra i possibili sostituti di Allardyce. Si è parlato di Moyes, del 'Loco' Bielsa, del croato Slaven Bilic, che gode anche ancora di tanta stima nell'East London, grazie al suo passato da giocatore. C'è anche chi ha ipotizzato un Teddy Sheringham, quest'anno assistente di Big Sam, come possibile head coach.
Di sicuro sappiamo, che a giugno il contratto di Allardyce è in scadenza (percepisce 3,5 milioni l'anno, ed è il manager inglese più pagato della Premier), e nonostante gli attestati di stima del vicepresidente, Karren Brady, sembra che anche i rapporti con il presidente David Sullivan siano arrivati ai minimi storici. In molte interviste, infatti, il co-chairman del West Ham ha fatto capire che non gli sono piaciute come son state gestite alcune situazioni, e il famoso abbandono prima della fine della partita contro il WBA in coppa, con conseguente litigio con i tifosi fuori dallo stadio, ha detto molte cose. Questo, e il caso Zarate, giocatore voluto fortemente al West Ham dal presidente, ma che Big Sam non digeriva, hanno contribuito a far accrescere la tensione tra i due. Sullivan poi, non nasconde di voler un West Ham che un giorno possa giocare nelle competizioni europee, che possa arrivare nella nuova era del nuovo stadio, l'Olympic Stadium, affrontando e giocando per traguardi importanti. E di sicuro, un manager che si assesta ogni anno, tra il 14° e il 10° posto in campionato, e snobba le coppe, non può andare a genio.

Sicuramente Big Sam ha avuto il merito di aver riportato la squadra in Premier League, dopo solamente un anno di purgatorio. Ed ha avuto anche il merito di aver evitato la retrocessione, abbastanza agevolmente, in questi anni. Però, questo è un club che vuole crescere. Il West Ham ha bisogno di poter tornare a giocare su palcoscenici importanti. C'è un futuro nuovo che aspetta, e, forse, un uomo come Big Sam, inizia a non essere più l'uomo giusto per questo club



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