I tifosi, ormai in maggioranza, chiedono la testa del manager. Vorrebbero vedere un West Ham più propositivo, che gioca a pallone, facendo divertire il pubblico. Non importa se poi si vince, o si perde. I tifosi vorrebbero rivedere quel modo di giocare a calcio che nell'East London viene chiamato 'The West Ham way'. E non importa contro chi puoi o non puoi vincere, o contro chi l'hai fatto o meno, se perdi questa filosofia, nell'East End hai vita breve, e di simpatie ne perdi molte. Altro capo d'imputazione al manager, sono alcuni acquisti fatti in questi anni: il caso più eclatante è quello di Andy Carroll, voluto fortemente da Big Sam che nell'estate del 2012, prima lo prende in prestito dal Liverpool, e l'estate dopo, lo riscatta per la cifra record di 17 milioni di pounds. Mai il club aveva speso una cifra simile per un giocatore. Andy Carroll, oltre ad essere l'acquisto più costoso della storia, diventa anche il giocatore più pagato dal West Ham, guadagnando esattamente 80,000 sterline a settimana. Mai nessuno ha guadagnato così tanto agli Hammers. E quindi cosa ti aspetti da un giocatore in cui riponi così tanta fiducia? Di certo non quello che è successo in questi anni. Un giocatore su cui Allardyce ha costruito intorno tutto il suo gioco, ma che per un infortunio o per l'altro, manca dai campi mesi e mesi ogni stagione. L'anno scorso stette fuori sei mesi, questa stagione tra i primi quattro del campionato, e questi ultimi quattro alla fine, saranno ben otto i mesi in cui Carroll mancherà dai campi di gioco.
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| Sam Allardyce, al West Ham dal 2011 |
Sono molti i nomi, che in questi mesi, sono stati fatti tra i possibili sostituti di Allardyce. Si è parlato di Moyes, del 'Loco' Bielsa, del croato Slaven Bilic, che gode anche ancora di tanta stima nell'East London, grazie al suo passato da giocatore. C'è anche chi ha ipotizzato un Teddy Sheringham, quest'anno assistente di Big Sam, come possibile head coach.
Di sicuro sappiamo, che a giugno il contratto di Allardyce è in scadenza (percepisce 3,5 milioni l'anno, ed è il manager inglese più pagato della Premier), e nonostante gli attestati di stima del vicepresidente, Karren Brady, sembra che anche i rapporti con il presidente David Sullivan siano arrivati ai minimi storici. In molte interviste, infatti, il co-chairman del West Ham ha fatto capire che non gli sono piaciute come son state gestite alcune situazioni, e il famoso abbandono prima della fine della partita contro il WBA in coppa, con conseguente litigio con i tifosi fuori dallo stadio, ha detto molte cose. Questo, e il caso Zarate, giocatore voluto fortemente al West Ham dal presidente, ma che Big Sam non digeriva, hanno contribuito a far accrescere la tensione tra i due. Sullivan poi, non nasconde di voler un West Ham che un giorno possa giocare nelle competizioni europee, che possa arrivare nella nuova era del nuovo stadio, l'Olympic Stadium, affrontando e giocando per traguardi importanti. E di sicuro, un manager che si assesta ogni anno, tra il 14° e il 10° posto in campionato, e snobba le coppe, non può andare a genio.
Sicuramente Big Sam ha avuto il merito di aver riportato la squadra in Premier League, dopo solamente un anno di purgatorio. Ed ha avuto anche il merito di aver evitato la retrocessione, abbastanza agevolmente, in questi anni. Però, questo è un club che vuole crescere. Il West Ham ha bisogno di poter tornare a giocare su palcoscenici importanti. C'è un futuro nuovo che aspetta, e, forse, un uomo come Big Sam, inizia a non essere più l'uomo giusto per questo club

In bocca al lupo per il blog ragazzi
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Grazie Dave!
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