lunedì 30 novembre 2015

Upton Park e il trasferimento del West Ham, un segno dei tempi che cambiano.

Tramonto sul Boleyn Ground
I campi da calcio riflettono l'anima delle comunità, e la loro scomparsa dai luoghi storici di appartenenza attraverso i cambiamenti che in Inghilterra ormai da anni sono evidenti, riflettono anche nei cari vecchi quartieri. Maine Road, Ayresome Park, il Baseball Ground, Roker Park, Highbury, The Dell, The Den, Ninian Park, Gay Meadow e Boothferry Park, oltre a molti altri, sono adesso proprietà o appartamenti residenziali. Filbert Street è una residenza per gli studenti universitari di Leicester. Eastville, ex casa del Bristol Rovers, ora è un negozio Ikea. Leeds Road, dove l' Huddersfield Town una volta era una delle forze del calcio inglese, è un centro commerciale. Il Goldstone Ground del Brighton è stato sostituito da un drive-in Burger King e Burnden Park  adesso è un 'Asda', catena di supermercati inglesi, dove all'interno, si può vedere una foto di Nat Lofthouse e altre immagini in bianco e nero del Bolton Wanderers dietro le casse. Uno dopo l'altro, tanti dei grandi stadi stanno scomparendo e stanno lasciando solo un lontano ricordo nella storia.

Quest'anno toccherà ai sostenitori del West Ham,  contemplare ciò che resta fino al giorno in cui non arriveranno le ruspe con le loro palle da demolizione. West Bromwich Albion, ultimo match casalingo al Boleyn Ground di Domenica scorsa, ha sancito che restano solo  12  partite di campionato prima di spegnere le luci per l'ultima volta e iniziare a smantellare il John Lyall Gates.
"Il successo, il fallimento, l'eroismo, la stupidità, il talento, gli imbrogli ... Upton Park ha visto tutto", scrive Brian Williams in "Nerly reach the sky", il suo libro d'addio al vecchio caro Boleyn. Anche lui sa che le ruspe arriveranno a breve.
Il West Ham dalla prossima stagione giocherà allo Stadio Olimpico e Williams, un 'Hammerholic' di 50 anni, è uno dei tifosi che, ad essere del tutto onesti, è contro il trasferimento in quel di Stratford. "Non c'è dubbio che, l'Olympic Stadium - spiega Williams - a volte, sarà sold out, con i tifosi che canteranno 'Bubbles' a squarciagola. Ma io non riesco a credere che uno stadio del genere sarà mai in grado di generare la passione e il coinvolgimento delle persone, dei tifosi, che hanno reso il club famoso nel mondo, nello stesso modo del Boleyn Ground. Sì, in termini di proprietà è un'affare, anche se mi chiedo a quale costo per noi sostenitori? East Ham, nel frattempo, avrà un paio di nuovi appartamenti dove una volta aveva un cuore. Ho paura per il futuro del quartiere, come temo per il nostro. "

Al Boleyn pub, all'angolo tra Green Street e Barking Road, si stanno già preparando al peggio. Se solo pensate che  questo pub, con il più lungo bancone a forma di ferro di cavallo di Londra (nonché soprattutto con il tappeto appiccicoso per terra), sta già chiedendo ai clienti abituali di pagare 120 £ come quota associativa annuale per cercare di recuperare le enormi perdite che arriveranno con lo spostamento a Stratford del club, mettendo a disposizione bus-navette che faranno avanti e indietro dalla Green Street all'Olympic Stadium.
The Boleyn Pub
I manifesti sulle finestre del pub sono chiari ed espliciti, come una richiesta di SOS: "Keep the Boleyn Pub alive!" ("Facciamo sopravvivere il Boleyn Pub"). C'è anche il The Black Lion a  Plaistow, un'altra roccaforte di West Ham e dei suoi tifosi, con l'idea simile a quella del Boleyn pub, trasportare i fans da Plaistow a Stratford con i bus, ma pare essere l'unico a volere cercare di fare qualcosa, infatti gli altri  pub della zona hanno intenzione di vendere non appena la stagione finirà. Il Doctor Who shop su Barking Road dovrebbe restare aperto, ma è facile, comunque, capire perché la gente del posto è preoccupata su ciò che accadrà ad alcune delle aziende che sono venute a fare affidamento sul West Ham, e perché molti sostenitori si sentono 'traditi' nel dover cancellare una vita di ricordi passando da Londra E13 a un altro distretto postale. I tifosi si metteranno a ordinare il loro cibo pre-partita nel centro commerciale Westfield dove i ristoranti vanno da nomi come Pho, Umai, Indi-Go, Shake Shack e Lotus Leaf. Ma che cosa significa questo per il celebre Nathan Pies and Eels, dove nei giorni delle partite, le file di persone che aspettano di mangiare, si formano a coda di serpente giù lungo la Barking Road? O  del Ken's Cafe, dove vi è un bulldog di porcellana sulla soglia d'ingresso che indossa il claret e blu da anni, con Carole dietro al bancone, che una volta è stata descritto da Pete May, autore di diversi libri sul West Ham, come "la miglior manager che il West Ham non abbia mai avuto"?
Ken's Cafe - Green Street
Il club potrà anche modernizzarsi e trasferirsi da un'altra parte, ma è difficile credere che la gente che ha frequentato il Ken's Cafè, dimentichi la sensazione che si ha nel gustare un piatto di "uova sciatta, patatine e fagioli", accerchiato dal solito cucchiaio grasso  che Ken o Carole ti danno ogni mattina da  49 anni, da quando hanno aperto la loro attività, li a due passi dai cancelli del Boleyn Ground. Certo, altri sosterranno che nel calcio bisogna andare avanti. L'idea è quella che il West Ham, dicono alcuni, debba abbandonare la sua immagine di un club parentale, di famiglia, di Cockneys sgorbutici e grezzi, e iniziare a muovere i primi passi in un nuovo mondo coraggioso, in cui la prossima generazione di sostenitori sarà il frutto dei ricchi dirigenti in abiti gessati di Canary Wharf, piuttosto che il classico East Enders. Sicuramente, è a loro favore il fatto che il calcio sia diventato un business in cui, alla sua punta più alta, il denaro sembra essere l'unico modo in cui possiamo ottenere dei risultati, centrare degli obiettivi. Questo è la via che il calcio sta prendendo. Trentasei club professionistici su 92 in Inghilterra hanno cambiato stadio negli ultimi 20 anni e presto la percentuale arriverà ad essere più vicina a uno su due. White Hart Lane sarà stato completamente ridisegnato e il Tottenham Hotspur dalla stagione 2018-19 avrà uno stadio completamente rifatto. Scunthorpe, York, Brentford, Carlisle, Gillingham, Bristol Rovers e Southend sono tutti impegnati a costruire, o si stanno muovendo, per nuove strutture e nuovi stadi.

Gary Firmager - l'uomo che si mette in piedi su una scaletta in Green Street prima di ogni gara casalinga con dei giornalini in mano sa cosa significa lasciare il Boleyn. Nel lontano 1989 ha messo in piedi la più famosa fanzine tra i tifosi:'OLAS' (Over Land and Sea), ma questa stagione sarà l'ultima. Sta contando le partite che mancano. "Sono un vecchio dinosauro", spiega. "Questo è il mio posto. Auguro a tutti quelli andranno a Stratford, tutto il bene del mondo, ma non ho intenzione di andare con loro."
'OLAS' Fanzine.
La Statua dei Campioni, inaugurata nel 2003 dal Principe Andrea, con Bobby Moore nella classica posa, che tiene in mano il trofeo Jules Rimet, affiancato da Geoff Hurst, Martin Peters e Ray Wilson, verrà trasferita a Stratford anche. "Sarà solo uno spazio vuoto, suppongo,"  dice malinconicamente Viv, direttore del Newham Bookshop, situato dall'altra parte della strada, "E pensare che una volta li c'era un bagno pubblico, forse ora lo rimetteranno, chi lo sa". Altri luoghi, verosimilmente, faranno la fine del Cafe Cassettari, dove Malcolm Allison(attaccante del West Ham dal 1951 al 1957) e il resto della "Crew del Cassettari" andavano li per discutere le tattiche, spostando il sale e  il pepe con le  pentole intorno al tavolo per simulare porte e calciatori. Il Cafe Cassettari chiuse qualche anno fa e ora è l'ufficio di un avvocato e nessuno dovrebbe essere troppo sorpreso se la vecchia facciata claret e blu del locale, alla fine è sparita. Allo stesso tempo, ci sono macellai, parrucchieri, negozi di abbigliamento e mobili, titolari di bancarelle, nel Queen's Market, che si trova appena fuori la stazione della metropolitana di Upton Park, che si aggrappano alla speranza di un afflusso di nuovi residenti nel quartiere. Il terreno del West Ham è destinato a più di 800 proprietà, ma un movimento di protesta locale, The Boleyn Development campaign, si è opposto alle proposte iniziali. Gli attivisti, che hanno una bancarella nel Queen's Market, vogliono alloggi a prezzi più accessibili, parchi rimodernizzati e più sicuri in una delle zone più depresse della capitale. Almeno, tuttavia, vi è una qualche forma di impulso e di riqualificazione. Basti pensare allo  Stoke City quando lasciò il Victoria Ground 18 anni fa: ora è un monumento alla negligenza, un pezzo di relitto,un terreno recintato abbandonato, un "pugno nell'occhio" per l' associazione dei residenti locali.

Questa è la cosa  più triste su questi stadi perduti: le persone sottovalutano a volte che cosa hanno significato per la comunità locale.

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