mercoledì 4 novembre 2015

Italian Irons On Tour: West Ham United-Chelsea 2-1

24 Ottobre, 2015.

Non ai livelli del Millwall o del Tottenham, per carità, ma il derby con il Chelsea è sempre il derby con il Chelsea. Sabato 24 Ottobre per noi degli Italian Irons non è un vero e proprio ritrovo ufficiale ma poco ci manca. Siamo quasi al completo, solo qualche assenza forzata. Il ritrovo è fissato per la mattina alle 11 a Stratford, crocevia tra chi arriva dall’aeroporto e chi a Londra ci vive stabilmente. La giornata è, al solito, piovosa e ventosa, ma non siamo più di tanto sorpresi, non sarebbe Londra altrimenti! Prendiamo il 104 in direzione Upton Park che sono le 11 inoltrate ed arriviamo prestissimo allo stadio. Tempo di appoggiare i bagagli al Supporters Club che abbiamo già una pinta in mano. Per alcuni a dire la verità è la seconda, ma ste giornate poi sappiamo tutti come vanno a finire. Primo step, Victoria Tavern.Ritroviamo vecchi amici inglesi e qualche faccia nuova. Tra qualche coro e le solite battute, oltre ovviamente a qualche pinta, passiamo più di un ora nel pub. Per molti di noi è il primo incontro dopo mesi, è l’occasione per parlare anche un po' di cazzi privati e non solo di calcio. Alla fine il calcio è il nostro pretesto per ritrovarci, creare gruppo e passare giornate all’insegna dell’amicizia. Poi ovvio, se il West Ham vince tanto meglio. Secondo step, The Lord Stanley.Circa 10 minuti a piedi separano i due pub. Ci incamminiamo che manca un’ora e mezza al match. Avremmo altre tante cose da fare ma ormai tra una chiacchiera e l’altra siamo dentro, in mezzo alla ressa, attenti a non far cadere neanche un goccio della pinta che la barman ha giustamente riempito fino all’orlo. La dose di alcool nel sangue inizia ad essere importante anche se ancora non elevata. Ancora qualche coro, tante, tantissime risate e vecchie facce che alla spicciolata arrivano. La pioggia non aiuta, come già detto, ma tra una foto ricordo e l’altra, ci dimentichiamo l’orologio. Mancano 45 minuti, dobbiamo ancora mangiare ed andare nell’altro pub. Upton Park.Alla fine rinunciamo ad una pinta in più e andiamo da uno dei tanti paninari fuori dallo stadio.
Italian Irons dentro Upton Park
Non conosciamo la provenienza del pane, la provenienza della carne e neanche delle salse ma quando non vedi del cibo dalla sera precedente, hai passato la notte insonne e mangiato un mezzo croissant marcio all’aeroporto ti va bene qualsiasi cosa. Il panino come ce lo fanno è già finito: pork, salsa barbecue e qualcos’altro. Giretto allo store e via al box office per vedere se ci stampano i biglietti (l’ultima volta diverse member non erano andate). Il biglietto non ce lo stampano, le member non vanno, ma con una velocità incredibile lo steward controlla al computer che i biglietti li abbiamo pagati e caricati comunque e ci apre con una sua chiave di scorta. Mancano circa 6 minuti al kick-off e siamo ai tornelli. Una volta dentro ci dividiamo, i posti purtroppo non sono uno vicino all’altro ma ci diamo appuntamento a fine partita. I 90 minuti li conoscete più o meno tutti. Dominiamo praticamente dall’inizio alla fine. Un bel gioco (che dalle nostre parti non si vedeva da un po’), tanta intensità, tanta corsa e precisione. Pochi lanci alla cazzo di cane come lo scorso anno e gli anni di Big Fat Sam. Andiamo in vantaggio all’improvviso, calcio d’angolo di Payet, lisciano tutti e la palla rotola verso il secondo palo dove arriva Zarate e ci porta sull’1-0. Delirio puro. Festa pura sugli spalti e, come già successo, mi prendo una gomitata sul labbro. Ma sti cazzi, siamo 1-0 sul Chelsea! Il Chelsea in campo non c’è e ne approfittiamo. Tanto nervosismo ed il primo a cedere è Matic, doppio fallo in 10 minuti e tanti saluti. Chelsea in 10 e noi avanti. Sembra la giornata giusta. Nell’intervallo tante chiacchiere di speranza tra tifosi ma anche il timore di un ritorno dei Blues. Al rientro in campo noi siamo 11, loro 10 ma non c’è Mourinho. E’ stato espulso nel tunnel a fine primo tempo. Insomma altra carne sul fuoco a nostro favore. Ecco però che la doccia gelata è dietro l’angolo: corner per loro, la palla passa come era capitato a noi nella prima frazione, arriva Cahill e fa 1-1. In visibilio il settore ospiti che si era calmato e non poco dal vantaggio di Zarate.
Andy Carroll insacca il 2-1 finale.
I 20 minuti successivi al loro gol noi non ci siamo proprio con la testa mentre il Chelsea sembra poter segnare ad ogni affondo. Poi la svolta. Esce Zarate, entra Carroll. L’obiettivo di Bilic è chiaro: buttatela alta nell’area che poi ci pensa lui. E cosi è! All’80’ Terry spazza male fuori area un cross di Lanzini, Payet raccoglie, cede a Cresswell sulla sinistra il quale crossa in mezzo all’area. Carroll è furbo a staccarsi da Terry ed andare sul secondo palo dove Azpilicueta non può nulla contro lo strapotere fisico di Andy. Quella palla sembra non entrare mai, è lenta ma Begovic è controtempo, Upton Park spinge dentro il pallone con un boato che poche volte avevo avuto la fortuna di sentire. Brividi lungo la schiena, 2-1 e mancano 10 minuti. Come sperato il finale è amministrazione vera e propria. Il triplice fischio è l’ultimo ma ennesimo boato di uno stadio che stiamo per abbandonare. Siamo momentaneamente 2° in classifica ed abbiamo vinto il derby! Usciamo festosi, foto di rito con la pezza e tutti al Supporters Club a bere. La serata, poi, ve la lasciamo immaginare. Una giornata epica, una vittoria da ricordare ed una stagione che sembra essere decollata. Slaven Bilic è l’uomo giusto e ne siamo ancora una volta testimoni. In attesa della nostra prossima trasferta..


UP THE HAMMERS!

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